Cosa sono i chakra

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Cosa sono i chakra? 

Secondo lo yoga il nostro corpo è composto sia da uno strato grossolano (quello fisico che tutti conosciamo) che da un corpo più sottile, invisibile agli occhi: il corpo energetico o corpo pranico attraverso il quale scorre l’energia vitale (prana). 

I chakra appartengono al corpo energetico, letteralmente chakra significa “ruota” o “vortice”, quindi sono dei mulinelli energetici presenti nel nostro corpo più sottile. 

Nel nostro corpo energetico scorrono 72.000 nadi (canali energetici) che trasportano l’energia vitale e che sono strettamente correlate ai canali di trasporto di informazioni e sangue nel corpo fisico (sistema nervoso e linfatico). Pertanto corpo materiale e corpo energetico sono parte di un unico sistema.

Dove si trovano i chakra e a cosa servono?

Le nadi si incontrano in particolari punti creando un groviglio energetico che genera dei mulinelli di energia (chakra). Tra i numerosi chakra presenti nel corpo, 7 sono riconosciuti come i principali e sono situati lungo la colonna vertebrale (generati dall’intersezione tra Ida nadi, il canale lunare e Pingala nadi, il canale solare con il canale energetico più importante del corpo: Sushumna nadi). 

Secondo le traduzioni più diffuse dei testi vedici ogni chakra è connesso ad una parte del corpo, ad un plesso nervoso, a una ghiandola del sistema endocrino e governa una particolare sfera emotiva e spirituale. 

La funzione principale dei chakra è quella di ricevere, metabolizzare e trasformare l’energia universale. 

Ogni chakra influenza e viene influenzato dalle nostre condizioni psicofisiche e può trovarsi così in disequilibrio: bloccato, quando vi scorre poca energia o iperattivo, quando ve ne scorre troppa tanto da non riuscire ad essere canalizzata. L’equilibrio energetico dei chakra regala un equilibrio tra corpo, mente e spirito che permette di raggiungere una consapevolezza espansa e un risveglio completo. 

Conosci meglio ogni chakra e scopri se i tuoi chakra sono in equilibrio: 

Primo Chakra o Muladhara – il chakra della radice 

Il primo centro energetico è situato alla base della colonna vertebrale, all’altezza del perineo, viene  rappresentato dal colore rosso e dal loto dai quattro petali ed è la nostra fonte di connessione con la terra (e l’elemento terra).

“Mula” significa infatti radice infatti a questo centro energetico sono associati i bisogni di sopravvivenza sulla terra.  

Muladhara è connesso al senso dell’olfatto, il nostro senso più primitivo, ai piedi e alle gambe quali radici del corpo. 

A livello fisiologico, il primo chakra è collegato alle ghiandole surrenali e un suo disequilibrio può provocare sensazioni di stanchezza, debolezza, problemi intestinali, emorroidi e a sensazioni come  paura eccessiva, timore di non farcela o preoccupazioni relative al denaro (sicurezze finanziarie ed emotive), scarsa voglia di vivere, mancanza di coraggio, difficoltà a stare con i piedi per terra. 

Quando questo centro è in equilibrio invece ti sentirai connesso alla tua esperienza umana, mantenendo il pieno delle forze e voglia di vivere, oltre alla soddisfazione dei tuoi bisogni essenziali. 

Come riequilibrare Muladhara? 

Qualsiasi attività di connessione con la terra (giardinaggio, passeggiata in natura…) migliora l’equilibrio di questo centro. 

Praticare asana (posizioni di yoga) in piedi (come tadasana, la posizione della montagna) e/o in equilibrio (come virabhadrasana III, il guerriero III) oppure posizioni sedute con l’ano a contatto del tappetino, attivando mulabhanda e recitare il mantra LAM può energizzare il tuo primo chakra. 

Secondo Chakra o Svadhistana – il chakra sacrale 

Il secondo centro energetico si trova qualche centimetro sopra il primo, dietro gli organi genitali, viene rappresentato dal colore arancione e dal loto dai sei petali ed è la sede dell’energia sessuale e creativa.

Svadhistana significa “luogo del sé“, dove si trova la forza che ti aiuta a goderti la vita sulla terra ricercando il piacere.  

Questo centro è connesso all’elemento acqua, ovvero all’elemento della fertilità e sede della creazione (della vita). 

Il secondo chakra è associato al senso dell’gusto, alla lingua ed è connesso alle gonadi. Un suo disequilibrio può portare a dipendenza e ingordigia, problematiche sessuali varie, disturbi ormonali o problemi di fertilità e di irregolarità del ciclo mestruale, mancanza di passione e creatività. 

Quando questo centro è in equilibrio invece riuscirai a goderti i frutti della vita. 

Come riequilibrare Svadhistana? 

Qualsiasi attività di connessione con l’acqua, espressioni creative, consapevolezza nel rapporto con noi stessi e con gli altri. 

Praticare asana (posizioni di yoga) prone (come shalabasana, la posizione della locusta) oppure di apertura delle anche (come Eka Pada Rajakapotasana) e  recitare il mantra VAM può energizzare il tuo secondo chakra.  

Terzo Chakra o Manipura – il chakra del plesso solare 

Il terzo centro energetico è situato dietro l’ombelico, viene rappresentato dal colore giallo e dal loto dai 10 petali ed è la sede del nostro fuoco vitale inteso come divinità interiore (agni) ma anche come sede del potere digestivo/trasformativo di tutto ciò di cui ci nutriamo (che sia cibo, emozione o energia)

Manipura chakra è “la città dei gioielli“, la sede del tuo potere personale, della fiducia in te stesso, dell’autostima, e dell’ego. Manupura è collegato all’elemento fuoco e alla capacità di irradiare energia e vitalità.  

Il terzo chakra è associato al senso della vista e agli occhi,  è collegato al pancreas, fegato, stomaco e intestino. Un suo disequilibrio può portare a un senso di egoismo eccessivo, frustrazione e ira, controllo maniacale anche sulle vite degli altri, problemi digestivi o problemi di reni, pancreas, fegato e appendice. Quando questo chakra è scarico potresti anche sentire indecisione e insicurezza.

Quando questo centro è in equilibrio regala saggezza, consapevolezza, fiducia e forza in se stessi, capacità di digerire cibo e situazioni nella vita per trarne energia.  

Come riequilibrare Manipura? 

Crea delle affermazioni personali e ripetile come mantra (ad esempio: “Io sono capace di ….”, “Io posso realizzare ….”), pratica asana (posizioni di yoga) che coinvolgono l’addome (come navasana, la posizione della barca), torsioni (come ardha matsyendrasana, la mezza posizione di Matsyendra) che stimolano uddyiana bandha, pratica il respiro del fuoco (kappalabhati) e recita il mantra Ram. 

Quarto Chakra o Anahata – il chakra del cuore 

Il quarto centro energetico è situato dietro il cuore, viene  rappresentato dal colore verde e dal loto dai 12 petali ed è collegato alla ghiandola endocrina timo.

Questo chakra è fondamentale nel collegamento tra i chakra inferiori rapportati alla vita materiale (mondo fisico) e quelli superiori di connessione spirituale.

Anahata è la sede dell’amore verso noi stessi e verso gli altri, della compassione della gentilezza e della fiducia.  

Il terzo chakra è associato al senso del tatto, in particolare alle mani (considerate l’estensione del cuore), ai polmoni, al sistema respiratorio e al timo.

Un suo disequilibrio può portare a ipertensione, asma e problemi respiratori e a sensazioni di dolore emotivo e difficoltà di avvicinarti agli altri (in caso di scarsa attivazione) oppure a mettere le esigenze degli altri sempre davanti alle tua (iperattivo).

Quando questo centro è in equilibrio regala attrazione e condivisione dell’amore e della compassione (bhakti). 

Come riequilibrare Anahata? 

Imparare ad amare sé stessi è il primo passo per poter amare gli altri. Bilanciare questo centro è tanto fondamentale quanto impegnativo: è necessario avere una discreta forza di volontà per superare le barriere che tanti di noi hanno costruito intorno al proprio cuore per una serie di circostanze della vita e imparare ad abbatterle per aprirsi agli altri.  

Inizia con il praticare la gratitudine ogni giorno: ringraziati e ringrazia per ciò che hai e ciò che sei, sposta l’attenzione dalle mancanze alle “pienezze”. 

La pratica di asana (posizioni di yoga) di apertura del cuore (inarcamenti come Urdhva Dhanurasana, la posizione del ponte) e la  recitazione del mantra Yam stimolano questo centro.  

Quinto Chakra o Vishudda – il chakra della gola 

Il quinto centro energetico si trova dietro la gola, viene rappresentato dal colore azzurro e dal loto dai 16 petali ed è il centro della purificazione (shuddhi) dell’amrita, il nettare divino. 

Vishudda chakra è la sede energetica e fisica dell’espressione della tua voce, delle tue verità, di chi sei senza il limite del giudizio degli altri. Sapersi esprimere dicendo la propria verità senza ledere gli altri è una grande forza che deriva dalla voce e dall’ascolto. 

Il quinto chakra è associato al senso dell’udito e all’elemento spazio (o etere), il contenitore di tutti gli altri elementi, infatti a questo livello energetico siamo pronti a ricevere e scambiare ogni forma di energia, emozione e tutte le persone e le cose vengono viste in un’unione cosmica.  

Un suo disequilibrio impedisce di esprimere e di comunicare con gli altri (potresti essere reputato timido o emotivamente incapace di esprimerti), oppure comunichiamo in modo eccessivo e indelicato, interrompendo e/o sovrastando la voce degli altri. A livello fisico può provocare  disturbi respiratori di qualsiasi tipo, mal di gola e problemi di voce. 

Quando questo centro è in equilibrio ti rende in grado di dire la tua verità con grazia, ispirando chi ti sta intorno. 

Come riequilibrare Vishudda? 

Pensare prima di parlare è un ottimo consiglio per un chakra della gola in equilibrio, ma anche parlare a voce alta e iniziare ad esprimere le tue emozioni magari con le persone più vicine.

Praticare asana (posizioni di yoga) che stimolano la zona del collo e la tiroide (come salamba sarvangasana, la posizione della candela) e recitare il mantra ham aiutano a riequilibrare questo centro.

Sesto Chakra o Ajna – il chakra del terzo occhio 

Il sesto centro energetico si trova nello spazio fra le sopracciglia, la zona del terzo occhio, viene rappresentato dal colore indaco/ viola o blu scuro e dal loto dai 2 petali ed è la sede dell’intuizione. 

Ajna chakra corrisponde al proprio guru interiore (guru è colui che illumina le ombre) ed apre la tua mente alla comunicazione con il subconscio, diventando un portale di consapevolezza per raggiungere stati superiori in cui gli opposti confluiscono nell’unione.

Il sesto chakra è associato a manas, la mente come sede dell’intuizione, a livello fisico è connesso alla ghiandola pituitaria (ipofisi) che regola la produzione di ormoni nel corpo influendo sia sul sistema endocrino che su quello nervoso. E’ quindi il punto di incontro tra la mente e il corpo e di conversione delle correnti energetiche opposte (nadi e pingala).  

Un suo disequilibrio può portare a cefalee, labirintite, squilibri dell’ipofisi oppure a stati emotivi di confusione mentale mancanza di fiducia nelle proprie intuizioni e cambiamenti nei cicli circadiani , o siamo disconnessi dalle intuizioni e dalla vita spirituale oppure siamo eccessivamente distratti da attività come la lettura dei tarocchi, astrologia ed esperienze paranormali che ci distolgono dalla nostra vita materiale (anche se questo capita a pochi, è più facile essere connessi con la materialità). 

Quando questo centro è in equilibrio dona un perfetto controllo del prana ed è l’inizio della vita spirituale: sei capace di ricevere informazioni psichiche così come ricevi informazioni dai tuoi sensi di esperienza materiale, senza esserne sopraffatto. 

Come riequilibrare Ajna? 

Il modo migliore per attivare questo centro è la meditazione e la visualizzazione. Prendi del tempo in tranquillità e in solitudine per iniziare a sentire le tue sensazioni e credere in ciò che senti, se puoi mantieni l’attenzione nel punto tra le sopracciglia e recitare il mantra om può riequilibrare questo centro.

Settimo Chakra o Sahasrara – il chakra della corona 

Il settimo centro energetico è situato qualche centimetro sopra la corona della testa oltre il la zona della fontanella dei bambini, viene rappresentato da una luce bianca o una luce composta da tutti i colori e dal loto dai 1000 petali  

Sahasrara significa mille e il suo significato è quello di essere il culmine dello yoga perché ci permette di percepire l’energia cosmica. Non è propriamente un chakra, infatti è posizionato fuori dal corpo fisico ma è il culmine dell’ascensione energetica attraverso tutti gli altri punti. Vi risiede l’anima suprema.

Il settimo chakra è associato al senso di unione cosmica ed è collegato alla ghiandola pineale.

 Un suo disequilibrio può portare a poca coordinazione e a stati di confusione, mancanza di connessione con il mondo. 

Quando questo chakra è poco attivo significa che sei umano ed è normale sentire un senso di  separazione dagli altri e sentirsi limitato, pensando che la felicità sia associata al mondo.

Raggiungere l’equilibrio di questo chakra è l’obiettivo di ogni ricercatore spirituale, non è tanto la destinazione finale quanto il viaggio in questa direzione che dona felicità. L’equilibrio di Sahasrara deriva dell’equilibrio di tutti gli altri punti energetici.

Come riequilibrare Sahasrara? 

Concentrati sul riequilibrare gli altri chakra. La meditazione è utile anche in questo caso così come praticare asana (posizioni di yoga) meditative come padmasana (la posizione del loto) o savasana (la posizione del cadavere) o ancora posizioni in equilibrio sulla testa (come sirsasana), recitare il mantra AUM può aiutare all’equilibrio di questo centro. 

Conclusioni

La pratica dello yoga in generale tende al riequilibrio di tutti e 7 i centri energetici principali del corpo. Asana, pranayama e meditazione svolgono un lavoro sottile di purificazione sul corpo per il raggiungimento dell’omeostasi: le energie del corpo si muoveranno verso i le zone di squilibrio per raggiungere l’armonia e permettere all’energia di scorrere lungo i canali (nadi) liberamente. 

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